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Centro Agathè Fondazione Dell'Agata

claudiomiro

Fondazione dell’Agata

Anna Maria  Dell’Agata , figlia di due geniali  matematici, è nata con una spiccata vocazione  al disegno,all’arte e alla ricerca. Il padre  Mario, anche pittore e poeta, fu allievo ammirato di Federigo Enriquez  e la madre, Giovanna  Luraschi , appena  laureata a Roma a venti anni, nel 1929, nella stima di Levicivita e Volterra , viene chiamata nell’Istituto di Calcolo del neonato CNR.

Un autoritratto  allo specchio dal vero  fatto a  5 anni e mezzo, dopo  che, affascinata da Raffaello, aveva copiato un noto disegno di  Madonna con Bambino,  stupì per la razionalità e maturità pedagogisti  e psicologi. Corrado Maltese definì  questo  suo riconosciuto  talento nel Disegno, unico e  Fabrizio Lemme lo paragona alle abilità disegnative di  Matisse e Picasso.

Una forte coscienza autocritica, unita al  bisogno di  crescere nella conoscenza  dell’arte, hanno spinto Anna, autodidatta  come artista, a seguire studi classici, rinviando nel tempo il suo impegno come artista, per cui aveva avuto dall’adolescenza lusinghieri inviti a Roma e Parigi. Nell’università  di Roma  dopo aver seguito con passione la magistrale lezione  in archeologia  di Ranuccio  Bianchi Bandinelli. ha  elaborato nel 1967 una sua originale lodata tesi  in estetica  su Picasso e il suo rapporto con  la storia  dell’ arte, tesi  che  sorprese  e colpì Giulio  Carlo Argan , correlatore  di Emilio Garroni.

 

Nel 1968 è chiamata a collaborare nella sezione  didattica, allora d’avanguardia  in Italia,  del Museo e Galleria Borghese e dieci anni dopo è incaricata dal Ministero della Pubblica Istruzione per la sperimentazione  didattica  nella Galleria nazionale d’arte moderna;  con  il suo riportare analisi e discorsi sull’arte alle nostre radici rinascimentali  di arte e scienza,  ha anticipato di anni orientamenti culturali poi divulgati nei media. Il suo libro, su commissione ministeriale,  
Linguaggio grafico infantile, il disegno di un cane secondo i momenti dell’età evolutiva,
usato anche in ambito accademico, le procura un invito a collaborare nella sezione didattica dell’Accademia di Brera, invito a Milano che non le fu possibile accettare.

Il tema del ritratto segna  tappe fondanti della  sua ricerca. Nella primavera del 1984,  viene intervistata,    dopo Guttuso, Sciltian, Vespignani e Annigoni, nella trasmissione di Radio 2 La tela e l’anima di Anna Leonardi e per quelle sue tesi originali tra arte e psicanalisi, il Centro di ricerca per l’arte contemporanea  Luigi Di Sarro   le dedica a Roma una mostra, di ritratti e autoritratti  con una tavola rotonda  cui partecipano studiosi illustri, come  Emilio Garroni,Arcangelo Rossi, Caterina Marrone, Anna Ludovico, Pier Andrea Lussana, Paola Paulin ed Eugenio Battisti, il quale propone la sezione dei ritratti fotografici di Anna,  selezione di 26 fotografie,  per lo più del fotografo del teatro Franco Troiani, indicata come eccellente da Enrico Crispolti, allora critico del Centro Di Sarro; Tale sezione accompagnerà in cinque città la mostra itinerante Arte in Dinastia, Giuseppe, Mario, Anna – opere e documenti , 1895- 2006 e 2008 promossa dal Ministero dei Beni Culturali per il centenario della nascita di Mario,  dal Museo delle Genti de’Abruzzo di Pescara nel 2007 a Roma in Castel Sant’Angelo nel 2009.

L’ultima opera importante di Anna Messer  lo Frate Sole su proposta di Francescani di Roma, del 2014, un anno prima dell’Enciclica Laudato sì,  di cui sembra un’ iconografia, dimostra che la sua ricerca non è inquadrabile nelle poetiche formali  di cui si occupa la storiografia artistica, ma è il frutto di questo suo doppio binario di ricerca tra arte e scienza.  Nell’area di questa consonanza è nato nel 2015 il gemellaggio tra  l’associazione culturale  Centro Agathé, arte, scienza, religioni, di cui Anna è fondatrice e presidente, e l’Associazione Arte e Scienza di Roma.

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